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Mutui e piano di ammortamento alla "francese"

Il piano di ammortamento alla francese è una delle quattro tipologie di programmi di estinzione del debito attualmente esistenti. Il nome non deve trarre in inganno. Che venga chiamato “alla francese” non significa certo che sia impiegato esclusivamente in Francia. Al contrario, si tratta proprio del piano più gettonato in Italia. Eppure negli ultimi anni è stato al centro di un caldo dibattito circa la sua legalità.

L’ammortamento alla francese è un meccanismo a rata costante. Parlando di rata, consideriamo che in qualunque programma di estinzione del debito la rata si compone di due elementi:

  • La quota capitale, ovvero il rimborso periodico del capitale erogato dall'istituto di credito.

  • La quota interessi, ovvero il compenso che il mutuatario versa di volta in volta alla banca per il capitale ricevuto.

Teniamo inoltre presente che:

  • La somma delle quote capitale contenute nelle rate deve ammontare all'importo originario del finanziamento.

  • Pagando ciascuna rata occorre riconoscere tutti gli interessi maturati nel periodo di riferimento della rata stessa.

Alla luce di quanto detto, la somma delle due componenti della rata costituisce proprio l’importo effettivo che il debitore deve saldare, senza contare eventuali spese accessorie e commissioni. Ora, nel caso di un ammortamento alla francese, le due quote vengono composte in modo tale da determinare una rata che si mantiene uguale per tutta la durata del mutuo. Di conseguenza, il tasso di interesse verrà calcolato sul capitale residuo, ovvero sul debito di volta in volta decrescente.

Critiche al piano di ammortamento alla francese

L’accusa che è stata rivolta al piano di ammortamento alla francese è quella di anatocismo, pronunciata del Tribunale di Bari con la sentenza n°113 dell’anno 2008. Per anatocismo si intende la capitalizzazione di interessi sul capitale erogato a prestito. Ciò significa che si creerebbero degli interessi composti, ovvero che non vengono calcolati soltanto sul capitale, ma anche sugli interessi maturati. Così facendo, il tasso di interesse effettivo risulterebbe superiore a quello pattuito col contratto, con un conseguente aumento del costo del mutuo.

La capitalizzazione degli interessi è chiaramente vietata dal Codice Civile Italiano all'articolo 1284. La questione è: con l’ammortamento alla francese avviene davvero tale violazione? Si tratta di una questione piuttosto ardua, come testimoniato dalla stessa difficoltà dei tribunali a valutare al riguardo.

Considerando che il mutuo alla francese continua ad essere richiesto ed erogato, possiamo escluderne l’illegalità. Tuttavia, se applicato in modo “anomalo” potrebbe riservare brutte sorprese per i contraenti. Il consiglio è di affidarsi a un consulente finanziario che si sottoponga a una lettura attenta ed esperta del piano di ammortamento prima della firma del contratto. Lo scopo è di accertare che la struttura matematica del mutuo sia corretta e trasparente. Difatti, il calcolo degli interessi viene effettuato sul debito residuo e la quota capitale viene calcolata per differenza. Così facendo, l’interesse non produce ulteriore interesse. Al contrario, viene scisso dal capitale, che è ciò che genera gli interessi stessi. Potrebbe invece presentarsi anatocismo quando al debitore vengono imposti interessi di mora per mancato o ritardato pagamento. In tal caso sarà quindi diritto del contraente procedere per vie legali perché non venga applicata la capitalizzazione degli interessi.

Chiarito il dubbio dell’anatocismo, resta pur vero uno svantaggio di tale piano di ammortamento. L’estinzione anticipata non porta al risparmio sugli interessi. Ciò dipende dal fatto che gli interessi vengono pagati con le rate iniziali, per cui una volta estinti rimarrà da rimborsare il puro capitale.

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